Mantra madre - Yoga della non dualità

Human Kintsugi – Introduzione

Il percorso cui ora desidero introdurvi trae le sue origini dal Wabi Sabi, la via giapponese per essere felici, e dal Mantra Madre.

Tutti i giorni facciamo i conti con le nostre imperfezioni, fragilità e vulnerabilità. Ci possiamo sentire spesso vittime delle situazioni piuttosto che padroni delle nostre scelte. A volte le nostre ferite possono far fatica a rimarginarsi. Ogni volta che falliamo in qualcosa, ogni volta che le cose non vanno come vorremmo, qualcosa che riguarda l’Anima può frantumarsi fino ad andare in pezzi.

Un valido aiuto in queste situazioni può venire dalla pratica dello Human Kintsugi. Ma cos’è il Kintsugi?

La parola “kintsugi” si compone dei termini “oro” (金) e “aggiustare” (継ぎ). Letteralmente possiamo tradurlo con “aggiustare con l’oro”, è una tecnica di restauro ideata alla fine del 1400 da ceramisti giapponesi per riparare tazze per la cerimonia del tè.

Le linee di rottura, unite con lacca urushi, sono lasciate visibili, evidenziate con polvere d’oro. Gli oggetti in ceramica riparati con l’arte Kintsugi diventano vere opere d’arte: impreziositi con la polvere d’oro che ne accentua la loro bellezza e che rende la fragilità un punto di forza e perfezione. Ogni ceramica riparata presenta un diverso intreccio di linee dorate unico e irripetibile per via della casualità con cui la ceramica può frantumarsi.

Una leggenda racconta che l’arte Kintsugi vide la sua origine in Giappone nel periodo Muromachi, sotto lo shogunato di Ashikaga Yoshimasa (1435-1490). Yoshimasa ruppe una delle sue tazze da tè tenmoku preferite. Lo Shogun (il più alto titolo militare) commissionò a degli artigiani di ripararla in modo che fosse ancora utilizzabile e degna della sua carica. I ceramisti cinesi la “cucirono”, seguendo le linee di rottura, con graffe in ferro. La reazione dello Shogun quando vide la sua tazza così rovinata fu furiosa. Fu così che i maestri ceramisti giapponesi cercarono di rimediare usando l’estetica del wabi sabi e i materiali a loro disposizione: per incollare i pezzi rotti della tazza venne usata la lacca urushi e le linee di rottura vennero ricoperte con polvere d’oro.

Il risultato ottenuto fu apprezzato da Yoshimasa; la sua tazza non solo era stata riparata ma aveva preso una vita nuova, carica delle sue imperfezioni e proprio per questo ricca di bellezza: era diventata unica.

Il fascino di questa tecnica va oltre il valore meramente materiale e si trova nella sua valenza filosofica. Infatti la filosofia dietro la tecnica è non nascondere la storia dell’oggetto, ma enfatizzarla tramite la “riparazione”. Dalla riparazione conseguente a una frattura, può rinascere una forma di bellezza e di perfezione superiore

La visione Wabi-sabi, nella quale il Kintsugi affonda i propri principi, si fonda sull’accoglimento della transitorietà delle cose, sulla celebrazione della bellezza, della caducità e dell’imperfezione, e ci insegna a: accettare il cambiamento e l’incompiutezza, il fallimento come un momento di passaggio e lasciar andare al naturale fluire dell’esistenza.

Poiché tutto è impermanente dobbiamo essere pronti a fronteggiarne le conseguenze.

L’obiettivo dello Human Kintsugi sarà quindi quello di “riparare” la nostra Anima, per renderla integra e preziosa.

Nel prossimo articolo vedremo come ciò possa avvenire.

AVVERTENZA

Le sedute, i corsi, i seminari, i ritiri e le conferenze sono volte allo scopo della ricerca interiore, del problem solving e della crescita personale, non si sostituiscono al lavoro di medici e psicoterapeuti poiché non trattano e non si pongono come obiettivo la risoluzione di patologie e sintomi di stretta pertinenza medico/sanitaria.

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