Mindfulness Immaginale e Shinrin Yoku

L’Emozione

L’emozione può essere descritta come un processo interiore suscitato da un evento-stimolo esterno rilevante per gli interessi dell’individuo. È il modo in cui l’organismo reagisce a percezioni o rappresentazioni che ne turbano l’equilibrio.

Nella nostra società crediamo che l’emozione sia una semplice reazione biochimica, una sorta di secreto ormonale, perché così può essere assoggettata al controllo della ragione, ma è proprio il volerla controllare che può portare poi al non riuscire a contenerla.

Secondo gli antichi l’emozione è uno spirito e da questo non si discosta di molto la visione sciamanica secondo la quale l’emozione è il grande ponte tra la visione e la materia. L’emozione è una potente energia che serve a convincere la materia, gli sciamani la usano per questo fine. Per lo sciamano spiriti, dei, numi sono il cuore pulsante, l’anima delle nostre visioni. I concetti qui illustrati non sono poi così lontani dall’epigenetica e dalla fisica quantistica.

Vista in questo modo è la necessità dell’emozione, che è eidolon, che è immagine, di manifestarsi che fa si che noi abbiamo visioni e pensieri. Il concetto quindi è completamente ribaltato rispetto a una certa psicologia.

L’emozione nella visione immaginale è una dea che viene a liberarci. Cerchiamo di esplorare come può avvenire questo processo.

La prima cosa da fare è relazionarci con l’emozione ancor prima che essa si manifesti. Di fronte a un fenomeno, quindi, chiederci: “Come lo voglio vivere? Che emozione voglio provare?”.

Per fare questo bisogna avere il coraggio di vivere intensamente e profondamente l’emozione. Di quali emozioni ho bisogno per plasmare l’evento in questo modo? L’emozione infatti può plasmare la materia e realizzare la visione. È un’arte che si può apprendere per passare da vittima, in cui si pensa che un evento scatena una serie di pensieri e certe emozioni, a apprendista, in cui si inizia a comprendere che si tratta di enti, entità, spiriti e a dialogare con essi, e infine mago che riesce a plasmare la materia trasformando gli eventi.

La materia è pura possibilità, i buddhisti dicono “tutto è vacuità che diviene”. Questo è un concetto incomprensibile per la mente ma è qualcosa che si può cogliere con il cuore. La materia è vacuità che diviene e quindi può essere tutto e nulla. L’emozione è il ponte tra la visione, la volontà e l’evento. L’uomo è il luogo dove questi spiriti, dei, dialogano. Può essere un campo di battaglia o il giardino dell’Eden a seconda della relazione che creiamo.

Nella nostra società si ha una gran paura delle emozioni perché possono annientare la mente, di conseguenza si tende a rimuoverle ancor prima che possano manifestarsi. Come fare per evitare che la mente prenda il sopravvento?

Evoca un’emozione e vivila fino in fondo senza agire, perché agirla la dissolverebbe. Va vissuta nel dialogo intimo, tipo: “Dove la provo? Come la provo?”

Attraverso questo dialogo sottraiamo l’emozione al controllo della mente. Se la agiamo è colpa della mente perché la prima cosa che questa vuole fare è diminuirne l’intensità. Ad esempio sfogare la rabbia ne diminuisce l’intensità.

Entrando, invece, nell’emozione si accetta l’esperienza, la mente non può più pensare e la coscienza è libera. Sono pratiche per cui è necessario ricevere adeguati insegnamenti soprattutto perché viviamo in una società che non ci facilita il compito.

Se l’emozione è un dea che viene a liberarci non possiamo fuggirla, dissolverla o controllarla, ma dobbiamo cogliere il messaggio che ci sta portando…

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