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	<title>Interrogatori &#8211; Barbara Nordio &#8211; L&#039;energia delle emozioni</title>
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	<description>Psicologia, medicina energetica, mindfulness, ikigai, mantra madre, psicogenealogia</description>
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		<title>Il robot inquisitore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Barbara Nordio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 18:38:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Forense]]></category>
		<category><![CDATA[Interazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Robot]]></category>
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					<description><![CDATA[Per la Psicologia forense ho trovato particolarmente curioso questo articolo di Giovanni Sabato pubblicato su Mente &#38; Cervello – Ed. Le Scienze – Aprile 2013.
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Molti statunitensi giurano di aver visto, nel giorno dell’attentato a Kennedy, immagini che in realtà sono comparse solo in seguito su «Life». È uno dei <strong>tranelli della memoria</strong>: un testimone può ricordare in buona fede dettagli mai visti, se fuorviato da indizi ricevuti più tardi. Gli investigatori avvertiti ci stanno attenti, ma è un terreno scivoloso: anche solo chiedere dello «schianto» anziché dell&#8217;«urto» evoca ricordi di auto più veloci.</p>
<p style="text-align: justify">Cindy Bethel, della Mississippi State University a Starkville, ha trovato un modo per aggirare il problema: le domande deve porle un robot.<a href="https://www.barbaranordio.com/wp-content/uploads/2013/05/robot.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright wp-image-2112 size-medium" title="robot" src="https://www.barbaranordio.com/wp-content/uploads/2013/05/robot-233x300.jpg" alt="" width="233" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Cento volontari hanno assistito alla proiezione di una scena di furto e poi sono stati interrogati, per metà da un ricercatore e per metà da un robot umanoide. In metà di ciascun gruppo le domande citavano oggetti che nel video non c&#8217;erano. E, come atteso, chi le ha sentite ha spesso ricordato di averli visti davvero, dando il 40 per cento in meno di risposte esatte rispetto a chi non era stato fuorviato. Ma solo nel gruppo interrogato da una persona: quando le identiche domande erano poste da un robot, l&#8217;effetto spariva.</p>
<p style="text-align: justify">Lo studio è stato presentato alla ACM/IEEE Human-Robot Interaction Conference di Tokyo e la polizia statunitense si ai già detta interessata a un <span style="text-decoration: underline">robot certificato per gli interrogatori</span>, specie per i bambini, molto sensibili alle suggestioni. Resta pero un dubbio: se non siamo sensibili al robot perché lo avvertiamo come un oggetto estraneo, la diffusione di robot domestici sempre più umanoidi potrebbe cambiare questa percezione.</p>
<p style="text-align: right"><em>Giovanni Sabato</em></p>
<p><em>(Mente &amp; Cervello –Ed. Le Scienze – Aprile 2013)</em></p>
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