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L’obesità accelera il declino cognitivo

Il grasso in eccesso pesa sulla bilancia, ma anche sul cervello, tanto che le persone obese hanno un declino cognitivo più veloce rispetto a chi non ha chili di troppo. Un declino molto più veloce: precisamente, del 22,5 per cento.

La notizia arriva da uno studio pubblicato su “Neurology” e condotto dall’Inserm di Parigi, che ha coinvolto 6400 persone dell’età media di 50 anni, di cui il 9 per cento era obeso e il 31, per cento con fattori di rischio metabolico, quali ipertensione o ipercolesterolemia. I ricercatori hanno seguito i pazienti per dieci anni, durante i quali li hanno sottoposti, in tre diverse occasioni, ad alcuni test cognitivi. Sebbene tutti i volontari abbiano mostrato un calo con il passare del tempo, i partecipanti obesi hanno avuto costantemente performance meno brillanti degli altri, con o senza fattori di rischio metabolico.

La ricerca smentisce dunque anche la recente teoria secondo la quale se si è obesi ma “metabolicamente sani” non si correrebbero rischi per la salute. “Tutte le persone obese che hanno partecipato allo studio hanno fatto registrare le stesse pessime performance cognitive”, ha sottolineato Archana Singh-Manoux, autrice dello studio. Non è ancora chiaro quale sia la correlazione diretta tra obesità e declino cognitivo, ma i ricercatori sospettano un coinvolgimento di malattie cardiache e di processi infiammatori o anche di fattori ormonali: il tessuto grasso, infatti, può portare a squilibri ormonali che influenzano negativamente il funzionamento cerebrale.

Caterina Visco

 

Fonte: Mente & Cervello –Le Scienze- ottobre 2012