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Interazione Uomo-Macchina – Per uscire dal “Rumore”

Negli ultimi anni l’informatica ha invaso ogni campo della nostra vita: la comunicazione sociale, l’organizzazione personale del lavoro, il tempo libero e i giochi, grazie all’avvento del computer e ai progressi dell’elettronica.

Cambiando gli strumenti, cambia anche il nostro modo di essere.

I ruoli che vengono affidati all’operatore umano sono sempre più meccanici, diminuendo l’iniziativa e la capacità di agire umana. Quando la persona non ha responsabilità precise la qualità della sua prestazione decade. Inoltre esiste una profonda separazione fra l’uomo e la macchina sia per la diversità di linguaggio che a livello concettuale. Il danno maggiore è che spesso le persone che lavorano al computer pensano di non essere responsabili delle conseguenze delle loro azioni mediate da esso. Viene scaricata la responsabilità al sistema.

Se volessimo, allora, “ricercare un colpevole” potremmo risalire fino al progettista e al programmatore… Ma in realtà spesso questi ultimi non possono nemmeno rendersi conto dei margini di aleatorietà e di imprevisto presenti nel contesto di un dato compito che non sia il proprio.

Potremmo allora cercare una soluzione ad eventuali grossi inconvenienti affiancando a questi professionisti degli esperti di interazione per poter avere sistemi più comprensibili dagli operatori. Progettare dei sistemi che non diminuiscano le capacità di agire e l’iniziativa umane può favorire un pronto recupero degli errori e un miglior dialogo uomo-computer.

L’usabilità è il risultato di una scelta che riguarda sia gli utilizzatori che i progettisti.

L’usabilità non è un problema di leggibilità dello schermo, di disponibilità di icone, di organizzazione della tastiera. Le caratteristiche formali non sono sufficienti a rendere usabile l’interfaccia. Bisogna prendere in causa per prime le compatibilità cognitive uomo-computer e tener conto, già in fase di progettazione, del contesto del compito che condiziona le strategie dell’operatore.

Per fare un esempio un sito Web è usabile quando soddisfa i bisogni informativi dell’utente finale che lo sta visitando e interrogando, fornendogli facilità di accesso e di navigabilità e consentono un adeguato livello di comprensione dei contenuti. Si sono sviluppati, negli ultimi anni, moltissimo siti di Job Recruitment nei quali dovrebbe essere agevole, da parte del visitatore, inserire il suo curriculum vitae per metterlo a disposizione delle aziende, ed invece spesso, proprio questa funzione, risulta inagibile o di difficile compilazione. Caso ancora più grave è quando addirittura non si riesce a visitare il sito o questo ha tempi  caricamento lunghissimi. In questi caso non viene soddisfatto il bisogno dell’utente che lo sta visitando e interrogando! Pensate che quell’utente tornerà o proverà a riaccedere a quel sito? Sicuramente no, ne cercherà altri in grado di soddisfarlo. Così anche l’azienda di Job Recruitment non riuscirà di certo a raccogliere molte quote di mercato!

Scartare degli utenti prima ancora che arrivino non è esattamente un colpo di genio come strategia di business!

Sono soprattutto le scienze sociali e la psicologia che possono aiutare questa fase di socializzazione con la macchina. Ci si augura quindi che questa collaborazione si concretizzi in tempi rapidi su larga scala.