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Il processo del cambiamento

La volta scorsa abbiamo visto come sia importante mantenere un buon equilibrio tra cuore, mente e volontà per affrontare un cambiamento.

Nella vita siamo sempre in fase di esplorazione, crescita e quindi nel momento in cui mettiamo in atto un cambiamento è necessario identificare le vecchie idee all’interno delle nostra vita, abbandonare le interpretazioni debilitanti e selezionare e mantenere quelle appropriate. Un po’ come effettuare una ristrutturazione.

In questo rinnovamento esploriamo ora il procedimento per il bilanciamento interiore che avviene in quattro fasi:

  • La consapevolezza è un elemento chiave per osservare ciò che emerge e le nostre reazioni naturali. Attraverso di essa la forza vitale accelera espellendo idee, convinzioni obsolete e comportamenti superati aprendoci a nuove opinioni. Trasforma quanto incontra e mostra la complessità e le sfumature di tutto ciò che è nel suo raggio d’azione. La consapevolezza determina l’accessibilità e diventa patrimonio solo di chi la riconosce, in qualche modo ci parla soprattutto di chi vede.
  • L’accettazione della situazione così com’è, senza modificarla o sottoporla a giudizio. Dire: “Si! Le cose stanno così al momento” Il micro-obiettivo è accettare “ciò che è” in ogni istante. Finché non ci apriamo all’esistenza di un fatto, di un evento, non consideriamo l’opzione di superarlo. L’accettazione è importante perché la pace interiore facilita una valutazione accurata del percorso e permette poi di raggiungere anche una pace esteriore. Spesso può accadere di aver acquisito schemi comportamentali di auto condanna, per cui riuscire ad essere più tolleranti e rispettosi del nostro sé più imperfetto, si traduce poi in una maggiore espressione del nostro sé migliore. Con l’accettazione priva di giudizio gli schemi allentano la presa e ciò si traduce in una liberazione e possiamo così fare del nostro meglio senza zavorre.
  • L’apprezzamento, cioè il riconoscere e comprendere il valore positivo delle scelte operate ed il nostro impegno, che ci ha portato a questo punto particolare della nostra vita. Le scelte erano quelle più appropriate nel momento in cui le abbiamo fatte. Non si tratta di un modo ingenuo di vedere le cose, ma si basa sull’idea che la vita intera è parte di un grande disegno a noi ancora non interamente percepibile.
  • L’azione appropriata per esprimere il nostro sé più profondo nell’agire nel momento che stiamo vivendo. Il piano terrestre è il campo dell’azione, qui si dà forma alle idee. Si tratta di selezionare consciamente idee che ci supportino ora ed agire. Possiamo fare solo ciò che possiamo fare, nulla di più e nulla di meno. Con l’azione appropriata ancoriamo la nostra presenza energetica al mondo, rendendoci reali, conosciuti e visibili.

Questo procedimento in quattro fasi avvia il motore del cambiamento e ci trasformiamo…

 

Mente aperta e concedersi l’opportunità di sperimentare, ecco il giusto atteggiamento, dandosi il permesso, il tempo e lo spazio per testare questi concetti.

È essenziale non giudicarsi, non temere e non resistere al cambiamento che abbiamo deciso di mettere in atto, quella decisione rispecchia ormai una necessità.

Un buon esperimento è provare a scrivere le esperienze, la confusione e le scoperte che si fanno, osservare come cambiano le nostre energie ed attendere almeno una settimana per rivedere il tutto con occhi nuovi.

Scrivere aiuta a riflettere e può migliorare la nostra consapevolezza. A distanza di qualche giorno percezioni ed emozioni che parevano irrilevanti e ovvie acquisiscono una diversa valenza.

Esistono molti validi approcci ma un approccio duraturo deve considerare la nostra identità e le specifiche circostanze della nostra vita ecco perché è importante concentrarsi sulla propria vita a partire dall’interno.

Questi ultimi aspetti li vedremo assieme nel prossimo articolo.