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Il legame tra stress e depressione

Tutti ci troviamo ad affrontare situazioni stressanti, ma non tutti reagiamo allo stesso modo. Per  alcuni lo stress è una molla che induce a reagire ed a prendere in mano la situazione, altri si fanno sopraffare e lo stress finisce con l’innescare stati d’ansia e depressione.

Da tempo i ricercatori cercano di capire come si sviluppa questa malattia mentale che, secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, nel 2020 sarà la seconda malattia più diffusa dopo le patologie cardiovascolari. Ora un team di ricercatori del Cold Spring Harbor Laboratory di New York aggiunge un nuovo tassello alla comprensione dei circuiti neuronali della depressione. Come spiegano su «Journal of Neuroscience», hanno infatti identificato il gruppo di neuroni che determina le diverse reazioni allo stress.depressione

Conducendo esperimenti con i topi, hanno riscontrato che nei soggetti depressi i neuroni della corteccia prefrontale mediale (mPFC) sono molto eccitati. E, al contrario, sono inattivi nei topi resilienti, che cercano di far fronte alla situazione stressante. Potenziando però artificialmente l’attività di questi neuroni, anche i topi prima forti e resilienti manifestano segni di depressione.

Questi risultati potrebbero aprire la strada a nuovi trattamenti terapeutici. «Speriamo — spiega Bo Li, coordinatore del team — che il nostro lavoro possa rendere più mirato ed efficace il ricorso alla stimolazione cerebrale profonda, per inibire l‘attività di specifici neuroni. Nel frattempo stiamo lavorando per sviluppare ulteriori strategie basate sull’attività della mPFC, regione del cervello nota per il suo ruolo nel controllo delle emozioni e dei comportamenti».

Simona Regina

(tratto da:  Mente & Cervello luglio 2014)