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Identità e parti ombra

 

 

 

 

 

 

CARL GUSTAV JUNG

parla di “parti ombra“, fragilità nell‘inconscio da ascoltare e ridimensionare, come pure di “parti psichiche” a noi sconosciute da osservare e con le quali dialogare ed eventualmente pacificarsi per riportarle nella psiche dalla quale si sono allontanate. Parla anche di “opposti“, gli infiniti opposti di cui la nostra psiche e formata, come puer—senex (bambino-anziano). estroverso-introverso, maschio-femmina. Ognuno di noi deve imparare a dare ascolto alle proprie parti Ombra., alle proprie parti psichiche e deve soprattutto cercare di integrare gli opposti, di farli interloquire e interagire. Nella “normalità” dovremmo oscillare tra un opposto e l’a|tro. Quindi, qualora ci trovassimo bloccati rigidamente solo su uno dei due apposti, sarà necessario cercare di integrare e raggiungere un equilibrio tra i due poli del continuum su cui ci muoviamo. Rimanere su un unico polo non permette uno stato di benessere, ci fa essere unilaterali e porta a delle difficoltà. perché davanti a situazioni problematiche utilizzeremo un’unica modalità rigida, scegliendo tra “o” questo “o” quello e non tra “e” questo “e” quello.

Un esempio può essere quello di un cinquantenne che ama sfoggiare abiti da ragazzino e dai quali non riesce a separarsi. Aiutarlo a contattare il senex, congruentemente con la sua età, non significa abbandonare il puer (i suoi momenti ludici) ma far si che esso esista in concomitanza con il suo opposto. Il puer e il senex devono convivere sempre.

Jung per più di trent’anni si è occupato delle questioni che riguardano l’educazione; per lui questa

“si configura come veicolo essenziale della presa di coscienza”. Per il padre della psicologia analitica, inoltre, la miglior educazione nasce dall’esempio “contagioso” di chi riesce a far luce nella propria psiche, accogliendone anche i lati più oscuri.

… Jung ancora sottolinea che il processo educativo è caratterizzato da una relazione tra due esseri umani, uno dei due molto più avanti nel suo processo di consapevolezza e che ha la funzione di riuscire a”portare alla coscienza ciò che già esiste nell’altro”.

Estratto da RIZA SCIENZE ottobre 2011

 

Ecco come Jalal Ad-Din Rumi, grande poeta persiano del XIII secolo, descrive la via della completezza e i suoi vantaggi.

 

Ogni essere umano è un albergo…

Ogni mattina un nuovo arrivato.

Gioia, depressione, meschinità,

rnomentanee consapevolezze giungono

come ospiti inattesi.

Accoglili e intrattienili tutti!

Fosse anche una folla di dispiaceri,

che con violenza ti svuota la casa

di tutti i suoi mobili,

eppure, onora ogni tuo ospite,

Forse sta cercando spazio

per nuovi piaceri.

Pensieri neri, vergogna, malizia,

accoglili sulla porta con un sorriso,

e invitali ad entrare.

Sii grato di qualunque visitatore

Perchè ognuno è stato mandato

come una guida dall’aldilà»>.

 

Jalal Ad-Din Rumi