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Emicrania e Depressione

Spesso emicrania e depressione sono disagi che si presentano in coppia. Entrambe infatti ci parlano di un’energia vitale che non scorre, di emozioni non elaborate.

Esistono delle influenze reciproche:

  • la presenza di emicrania, scatenata da fattori organici (genetici, ormonali, alimentari) può innescare un atteggiamento depressivo, interrompendo l’agire della persona e creando quindi una sorta di parziale invalidità.
  • nei casi di depressione, soprattutto se non riconosciuta o trascurata, a un certo punto questa inizia a esprimersi anche con il mal di testa. In alcuni casi, addirittura, l’emicrania può essere l’unica spia che rivela la presenza di uno stato depressivo.
  • le situazioni “miste”, nelle quali si verifica un’alternanza dei due sintomi o una loro compresenza, senza un evidente nesso di causalità dell’una verso l’altra.

Sapere quale sia la situazione specifica può essere di grande aiuto per il terapeuta anche per evitare di prescrivere farmaci inutili, sbagliati o in eccesso.

È necessario che chi soffre di queste patologie esca dal pur comprensibile atteggiamento di passività o di rassegnazione che esse, con le loro caratteristiche e la loro insistenza, inducono, ed esprima tutte le sfumature del disagio a degli specialisti per una adeguata diagnosi.

Si tratta infatti di sintomi dalle tante sfumature, molto personali e vissuti in modo – del tutto soggettivo, che “visti da fuori” – sono  difficili da comprendere appieno.

L’emicrania segnala che la persona non riesce a vivere la sua parte istintuale, e compensa con una sovrapproduzione mentale di tipo ansioso. La depressione indica che la vita pare aver perso di senso, ci si è allontanati dalle fonti interiori di piacere ed energia vitale.

C’è quindi un tratto comune in quello che può essere parte del percorso terapeutico: migliorare il proprio modo di comunicare ed esprimersi dando più spazio alle componenti corporee ed emotive, riempire il tempo quotidiano anche di cose che danno piacere.

Un altro elemento importante da affrontare è la tendenza a trascurarsi che colpisce chi ne soffre. Entrambe infatti inducono a un atteggiamento passivo (tipicamente l’emicrania migliora al buio e la depressione spinge a limitare le azioni pubbliche) ma buio, silenzio, isolamento non vanno però vissuti con inerzia, ma affrontati in modo “attivo”, come un tempo necessario a far nascere azioni e atteggiamenti, più in linea con un’espressione di sé.

Affrontare l’emicrania in chiave psicologica può offrire a chi ne soffre una triplice speranza:

  • utilizzare il disagio come istanza di crescita esistenziale,
  • risolvere i conflitti nascosti che rendono ragione, oltre che del dolore fisico, anche del malessere psichico e
  • risolvere o ridurre significativamente il dolore stesso.

Per ulteriori approfondimenti la ricerca pubblicata su PubMed