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Competizione consapevole

Parlare di Stress Lavoro Correlato (SLC) ad oggi corrisponde ad esprimersi su una serie di normative da rispettare a livello  internazionale finalizzate alla riduzione dello stress in contesti lavorativi definiti a “maggior rischio”.

La normativa nasce dall’esigenza di abbattere da tutta una serie di costi derivanti da patologie che potrebbero crescere in modo esponenziale nel corso dei prossimi anni e conseguenti collassi di sistemi sanitari e costi sociali. L’attenzione deve essere focalizzata sull’individuo, sulle aziende e sulla società dato che a farne le eventuali spese saranno tutti questi soggetti. Non si tratta quindi di una pura normativa che riguarda le aziende, ci tocca tutti come individui inseriti in una società che sarà più o meno sana, con tutto ciò che ne può seguire.competizione1

Alcune Organizzazioni si sono già orientate verso il perseguimento del Benessere attraverso una cultura di preservazione della salute che va oltre la prevenzione della malattia e dell’infortunio.

Se questo diventa l’atteggiamento di partenza dei vertici organizzativi è possibile intervenire con efficienza ed efficacia.

In questo contesto ritengo sia importante indagare a fondo anche il livello di benessere percepito dalle persone perché da quello si sviluppa gran parte del loro vissuto psicologico e del derivante  benessere psicofisico, senza perdere mai di vista il benessere organizzativo per evitare enormi costi legati al clima aziendale, giornate di malattia, disaffezione, alto tour over e di mancata produttività.

Le variabili che permettono alle aziende di resistere sul mercato sono fortemente connesse alla qualità delle loro risorse umane.

Un investimento sulle risorse significa investire in azioni di welfare aziendale e nella valutazione delle performance non solo attraverso il contributo alla prosperità economica ma anche in base all’attenzione dedicata alla tutela dell’ambiente ed alla promozione del contesto sociale.competizione3

Si è stimato che un welfare costruito sui bisogni dei dipendenti porta un beneficio economico netto per l’azienda due volte superiore ai costi sostenuti.

Occuparsi del benessere organizzativo significa ridurre lo stress e aumentate la motivazione delle persone.

Gli strumenti ci sono tutti anche se spesso non vengono utilizzati per le loro reali potenzialità.

Infatti la Formazione viene spesso usata per tamponare delle esigenze più profonde, il coaching per spingere a migliori livelli di performance, il counseling di solito è riservato alla persona disagiata, il mentoring è un benefit per alti potenziali e la meditazione è un momento di aggregazione per i top managers.

In realtà strumenti come la formazione e adeguati feedback hanno un effetto collante con un aumento della cultura aziendale evoluta e conseguente maggior del benessere organizzativo permettendo un ambiente più protetto da stress.

Il coaching permette di supportare il singolo o il gruppo nella crescita personale e professionale, aumentando la motivazione e gratificazione delle persone coinvolte.

Il counseling permette di sostenere il benessere degli individui in periodi di crisi o cambiamento organizzativo, sviluppandone le competenze emotivo relazionali, le performance e conseguente miglioramento del benessere organizzativo.

Il mentoring permette di dare valore all’esperienza nella trasmissione della cultura aziendale alle nuove generazioni. Diffonde quindi la cultura aziendale ed il senso di appartenenza armonizzando il mix generazionale.

La meditazione o Mindfulness, potrebbe introdurre dei benefici nelle organizzazioni, quali la riduzione dello stress individuale e relazionale, la focalizzazione dell’attenzione, lo sviluppo del pensiero creativo e il  maggiore benessere organizzativo solide base per un aumento della produttività con conseguente nella riduzione dei costi.

La validità della Mindfulness è documentata scientificamente, da più di 700 pubblicazioni censite dal sito PubMed (archivio universale degli studi in campo biomedico).

Gli studi eseguiti con la risonanza magnetica funzionale (fMRI) hanno evidenziato che la pratica attiva selettivamente le strutture del lobo prefrontale (pianificazione e gestione della complessità)  e dell’insula (lettura del corpo e delle emozioni)  che si potenziano già dopo 8 settimane di pratica.

Inoltre favorisce la liberazione di dopamina, neurotrasmettitore che regola il tono dell’umore e collegata all’attenzione esecutiva, vengono favoriti i processi di rigenerazione del sistema immunitario, collegati soprattutto con le funzionalità parasimpatiche, si rafforzano i legami sinaptici, e permette l’auto regolazione del dialogo interiore.

Oggi il Centro for Mindfulness dell’Università del Massachussets è un centro di formazione internazionale e la  Mindfulness è insegnata in 14 Università americane e utilizzata in più di 250 strutture ospedaliere come protocollo riabilitativo per disturbi cardio-vascolari e terapia complementare in oncologia e dermatologia. In ambito clinico si sono sviluppati protocolli per la depressione e patologie borderline.

Dalle ricerche scientifiche si evincono svariati benefici, anche dal punto di vista professionale che possono essere riassunti in:

–         maggiore focalizzazione (riduzione fattori distraenti),

–         chiarezza emotiva (risposte ponderate),

–         creatività e problem solving (soluzioni nuove e migliorative),

–         partecipazione (capacità di essere presenti agli altri, capirne i bisogni, entrare in relazione di solidarietà e comunità)

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La riduzione dello stress diventa un atto non solo doveroso ma anche proficuo sia per il benessere organizzativo che individuale che può essere perseguito con costi contenuti e strumenti già diffusi e di semplice gestione.