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Cistite

Il “pianto bruciante” del femminile negato.

Le infezioni più frequenti dopo quelle respiratorie. Una donna su tre e un uomo su dieci almeno una volta nella vita incorrono in un’infezione delle vie urinarie. Le infezioni delle basse vie urinarie sono 50 volte più frequenti nelle donne tra i 20 e i 50 anni, sessualmente attive, rispetto al resto della popolazione.

L’impatto sociale della cistite e notevole, pur non essendo un’infezione grave, per frequenza e ricorrenza, influenza pesantemente la qualità della vita di chi ne soffre, dalla fisiologica minzione, alla sessualità, al tono dell’umore.

Si tratta di un’aggressione batterica a danno della vescica. La cistite è un’infiammazione della vescica urinaria, organo preposto alla raccolta dell’urina. Può avere forma acuta, cronica oppure recidivante.

La mucosa vescicale e arrossata, rigonfia, irritata, la temperatura locale si alza. In genere è legata ad allergie alimentari, ipersensibilità farmacologiche o chimiche, contaminazione di batteri provenienti dall’intestino o dai genitali esterni che risalgono l’uretra (il dotto che porta l’urina dalla vescica all’esterno). L’uretra femminile è particolarmente corta e facilmente aggredibile dai microrganismi patogeni.

Scarsa igiene personale, assunzione protratta di terapie antibiotiche o di altri medicinali e rapporti sessuali sono alcune delle cause dell’insorgenza di una cistite. Generalmente questi tipi di batteri sono facilmente rintracciabili tramite un semplice esame delle urine. Nell’80% dei casi la cistite è provocata dall’Escherichia coli.

Gli uomini ne sono colpiti più di rado perché i batteri dall’ano devono fare molta più strada per raggiungere la vescica risalendo le vie urinarie.

Una cistite può essere poi favorita da ogni condizione che aumenta la congestione pelvica e da tutte le condizioni che sono d’ostacolo allo svuotamento della vescica, come l’ipertrofia della prostata nei maschi. Nei maschi il ripetersi della cistite e spesso dovuto a una prostatite batterica cronica.

Come si manifesta

  • II sintomo più caratteristico della cistite è una necessità impellente di urinare, con sensazione di svuotamento incompleto e di forte bruciore uretrale,
  • Dolore all’addome e alla schiena,
  • L’urina può essere torbida per la presenza di pus oppure scura o rossastra per la presenza di tracce di sangue.
  • La febbre può essere un sintomo generale di accompagnamento, ma non è presente in tutti i casi.

In genere è imputata ad infezione o ad un aspetto traumatico di origine sessuale, ma molte volte l’eziogenesi è ignota. In questi casi la lettura psicosomatica del sintomo può fare la differenza.

Si tratta di una patologia tipicamente femminile, del mondo delle acque, poco visibile, che parla di uno scorrimento di fluidi morbidi, di una cedevolezza della parete vescicale, che dopo aver contenuto il liquido, tende a spingerlo verso l’esterno in modo plastico e morbido. La cistite ruota intorno al tema del lasciar scorrere le acque, del non trattenere i residui del metabolismo, del concedersi la cedevolezza necessaria per far accadere le cose in modo spontaneo. Chi soffre di cistite è una persona che, mentalmente, non è disponibile a cedere.

Siamo di fronte a donne che hanno un atteggiamento controllante, per controllare il fluire della vita, puntualizzano, controllano, vogliono avere l’ultima parola. Conflitto tra accettare o meno di lasciar fluire lo vita.

Le pareti della vescica si infiammano, combattute fra l’evidente bisogno di lasciare andare le cose in modo naturale e la volontà di delimitarle, di controllare il flusso degli eventi.

Si tratta di eventi che hanno a che fare con le acque, vediamone gli aspetti simbolici:

  • la plasticità, acqua come elemento che si piega e si adatta);
  • la trasformazione, acqua come fiume che scorre;
  • la sessualità, acqua come libido che scorre;
  • la femminilità, acqua come donna e madre;
  • le origini, acqua come oceano primordiale o amnios;
  • la spiritualità, acqua come materia sottile e trasparente.

Il femminile qui non svolge la sua funzione di cedevolezza, morbilità, fluidità ma si irrigidisce, siamo quindi a scontrarci con un’irritazione maschile. La componente femminile è lasciata da parte.

È su questi temi che l’inconscio gioca la sua partita: da una parte la tendenza al controllo, dall’altra alla cedevolezza.

Come “parlano” i sintomi? Lo stimolo e il bisogno di urinare più volte segnalano il bisogno di cedere e, al contempo, indicano la difficoltà di questa cedevolezza dovuta al tentativo di controllo; il bruciore segnala la lotta fra l’acqua e il fuoco, il femminile e il maschile.

Inoltre quelle persone che fanno fatica a lasciar cambiare le cose, non riescono mai a rigenerarsi completamente e la cistite è spesso recidivante proprio per quest’ultimo motivo: l’incapacità a cambiare atteggiamento.

Può rappresentate la somatizzazione di emozioni e sentimenti non espressi, nemmeno a sé stessi, il desiderio di allontanare il partner a causa di difficoltà sessuali o esprimere una forma di depressione mascherata (lacrime non versate).