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Cefalea

La cefalea è un sintomo diffusissimo che si presenta almeno una volta all’anno nel 40% di tutti gli individui.

In Italia ne soffrono 26 milioni di persone di cui la maggior parte donne (Eurisko nov. 1999).

È anche una malattia sociale che fa perdere ore di lavoro e soprattutto incide sulla qualità della vita di chi ne è colpito.

Il meccanismo fisiopatologico che la genera può essere scatenato dallo stress e dall’ansia, ma la presenza di fattori emotivi riconosciuti non sempre è indispensabile perché la cefalea compaia.

Classificazione delle più comuni forme di cefalea secondo i principali testi di Medicina:

  • Emicrania con o senza aura: consiste in un dolore che si estende dalla regione frontale a quella temporale della testa, in modo unilaterale o bilaterale. Colpisce tutte le età, ma in particolare i bambini e i giovani adulti. Prevale nel sesso femminile. Compare soprattutto al risveglio, si attenua con il sonno. Può essere scatenato da mestruazioni, odori e alimenti.
  • Cefalea Tensiva: è un dolore diffuso, più spesso occipitale (con senso di tensione) e senso di peso frontale. E’ meno intenso dell’emicrania e può essere favorito dagli stessi fattori.
  • Cefalea a Grappolo: colpisce una sola parte della testa, soprattutto la zona orbitale o temporale. E’ molto intensa. Riguarda tutte le età dopo i 10 anni, con un picco tra i 30 e i 50. Per il 90% maschi. Si manifesta a cicli di circa 6 settimane, con ricorrenza annuale (1-2 attacchi al giorno, spesso interrompe il sonno). Può essere favorita dall’alcol.

Esistono anche altre forme comuni di cefalea:

  • cefalea da freddo
  • cefalea da pressione su nervi cranici
  • cefalea da rapporto sessuale/coito
  • cefalea da ipoglicemia
  • cefalea da sforzo fisico
  • cefalea da tosse
  • cefalea da altitudine
  • cefalea da ipertensione

Ci sono poi altre cefalee dovute a cause più gravi e specifiche, che non tratteremo in questo ambito. Tuttavia è sempre bene tenere presente la loro possibilità, soprattutto se i sintomi sono imponenti.

  • cefalea dopo un trauma
  • cefalea da tumore cerebrale
  • cefalea da arterite temporale (infiammazione dell’arteria temporale)

Tendenzialmente maggiore è l’intensità di una cefalea, maggiore è la probabilità che ad essa si associno altri sintomi.

Principali Sintomi di Accompagnamento

  • nausea
  • vomito
  • diarrea (*)
  • fotofobia (fastidio alla luce)
  • altri disturbi visivi (fotopsia: vedere luci)
  • parestesie (sensazioni di ipersensibilità cutanea)
  • dolori del cuoio capelluto
  • sensazione di testa vuota
  • vertigini

La sede della cefalea è importante in psicosomatica perché ogni area corporea ha un suo significato specifico, quindi avremo:

  • cefalea frontale
  • cefalea temporale
  • cefalea al vertice
  • cefalea occipitale

Sul piano sintomatico, se prendiamo ad esempio una cefalea frontale, si potranno presentare fotofobia, lacrimazione, nausea, vomito. Il sé ci orienta sul piano del profondo guidandoci attraverso sintomi e simboli. Questa sintomatologia sta ad indicare una parte ostile nel proprio profondo, pensieri di aggressività rimossi ma che continuano ad oscillare nella sfera psicologia.

Il soggetto è dominato da una forte attività del pensiero, è fortemente razionale e tende a dare alle emozioni delle “soluzioni privilegiate”.

Tuttavia l’inconscio fa notare, attraverso il sintomo:

  • fotofobia che sta cercando di rimuovere le ragioni del suo conflitto,
  • lacrimazione che ci sono dei tratti depressivi, una grande l’affettività repressa che diventa lutto, malinconia e depressione
  • nausea e vomito rappresentano la tendenza ad esprimere rifiuto ed aggressività ricorrendo ad elementi che hanno costellato i meccanismi primari di formazione del suo Io.

Riassumendo quindi una cefalea frontale presuppone una forte attività intellettuale, una persona che privilegia l’attività del pensiero come attività dominante della sua personalità a spese delle parti più profonde delle proprie emozioni vissute come problematiche ed ostili.

I soggetto stesso non è consapevole di rimuovere questo tipo di emozioni ma il corpo le manifesta nella fotofobia, nella lacrimazione, nel dolore e soprattutto nella modalità espulsiva del vomito.

C’è il bisogno di questa persona quindi di esprimere quel tipo di affettività che è stata rimossa e negata.

L’effetto simbolico della malattia

Attraverso i sintomi il disagio offre la possibilità di distaccarsi dai pensieri e rincontrare il corpo. Il dolore è un mezzo difensivo attraverso il quale la persona sofferente può tornare a contattare le altre parti e funzioni del suo corpo che non sono il pensiero, quindi è necessario per ripristinare l’equilibrio.

Le principali concezioni psicosomatiche

  • Le persone che soffrono di cefalea hanno spesso una vita insoddisfacente dal punto di vista sessuale. Tensione e rigidità sarebbero il tentativo dell’energia repressa di emergere. Dolore dunque come espressione della libido repressa. L’anorgasmia è l’incapacità di “perdere la testa” dovuta all’incapacità di rinunciare al dominio del mondo razionale e di abbandonarsi al mare delle emozioni.
  • Scuola psicosomatica di Parigi (Marty): l’aspetto principale è l'”inibizione del pensiero”, l’impossibilità di vedere la propria situazione”. Mal di testa come forma di difesa rigida che blocca la coscienza alla sorgente. L’emicrania sarebbe dunque un blocco del pensiero di fronte al precipitare di una situazione emotiva. Cefalea cronica: difesa permanete, ottusità, chiusura.
  • Groddeck: Evidenzia il rapporto tra cefalea e mestruazioni come riattivazione dei conflitti sull’accettazione del ruolo femminile. Anch’egli riscontra la discrepanza tra desideri sessuali e relativi divieti.
  • Fromm-Reichmann: alla base dell’attacco c’è una profonda aggressività inespressa. Ostilità e invidia contro persone amate ritenute intellettualmente brillanti. Il dolore sarebbe l’espressione di tale impulso che si ritorce contro il soggetto stesso.
  • Alexander: all’avvio di un attacco di cefalea è sotteso uno stato di collera repressa. Si tratta sempre di stabilire quale specifica dinamica emotiva porti proprio alla cefalea e quale a un’altra patologia.

(*) ci sono delle relazioni simboliche analoghe tra cervello ed intestino, come si evidenzia dall’alternanza dei sintomi cefalea-colite in una stessa persona. La colite simbolicamente rappresenta un ingorgo, con conseguente espulsione violenta di pensieri intollerabili alla coscienza.